Fatturazione elettronica: novità del DL collegato alla Legge di Bilancio 2019 ed ulteriori indicazioni operative

Il Decreto Fiscale 2019 (D.L. 23.10.2018, n. 119), collegato alla Legge di Bilancio 2019, è stato pubblicato sulla G.U. del 23.10.2018, n. 247.

Si tratta di parte della manovra fiscale con cui si sono introdotte le misure più urgenti, tra cui si segnala il capitolo relativo all’introduzione di alcune semplificazioni relative alla fatturazione elettronica, obbligatoria dal 1° gennaio 2019 e che di seguito vengono esposte:

  • per il primo semestre 2019 la sanzione per omessa fatturazione (dal 90% al 180% di cui all’articolo 6 D.Lgs. 471/1997) non sarà applicata al contribuente che emetterà la fattura elettronica oltre il termine di legge ma, comunque, entro il termine di liquidazione dell’imposta del periodo in cui è avvenuta l’effettuazione dell’operazione. Inoltre, le sanzioni saranno ridotte del 20% se la fattura, pur emessa tardivamente, parteciperà alla liquidazione del periodo successivo;
  • a partire dal 1° luglio 2019, la fattura potrà essere emessa entro 10 giorni dal momento in cui si effettua l’operazione;
  • le fatture emesse devono essere annotate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione (ad esempio una fattura datata 31 luglio 2019, potrà essere trasmessa al Sdi entro il 10 agosto 2019 e dovrà essere annotata entro il 15 agosto 2019, ferma restando la necessità di far confluire il debito d’imposta nella liquidazione del mese di luglio);
  • viene abrogata la numerazione progressiva delle fatture e delle bollette doganali relative agli acquisti e l’indicazione nel registro del numero progressivo ad essa attribuito (il cd. protocollo). Tale modifica è la naturale conseguenza dell’avvento della fattura elettronica, posto che il “protocollo” sarà di fatto attribuito in automatico dal Sdi;
  • il cessionario/committente può detrarre l’IVA addebitatagli in fattura nella liquidazione del periodo in cui l’operazione si considera effettuata e, conseguentemente, l’imposta è diventata esigibile. Ciò a condizione che la fattura sia recapitata entro i termini di liquidazione e sia stata debitamente registrata (ad esempio, considerando un contribuente mensile, per un’operazione effettuata entro il 31 gennaio 2019 la fattura elettronica deve quindi essere trasmessa al Sdi entro il 16 febbraio 2019, fermo restando che la relativa imposta deve confluire nella liquidazione del mese di gennaio). La medesima facoltà non è ammessa con riferimento alle operazioni effettuate in un anno d’imposta le cui fatture di acquisto sono ricevute nell’anno successivo. In tale evenienza l’imposta deve essere detratta nell’anno di ricezione del documento.
  • Infine, il decreto prevede espressamente che l’obbligo di emissione della fattura elettronica riguarda solamente le operazioni intercorse tra soggetti passivi residenti o stabiliti in Italia, mentre per quelle effettuate con controparti semplicemente identificate nel territorio dello Stato l’obbligo non sussiste (ferma restando la facoltà di emissione al fine di evitare l’inclusione dell’operazione nel cd. “esterometro”).

Oltre agli interventi normativi, ricordiamo altresì che con la Circolare 13E del 2 luglio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha già fornito ulteriori chiarimenti su alcuni aspetti operativi legati alla fatturazione elettronica, in parte confermati o superati dalle disposizioni di cui sopra. Riportiamo di seguito alcune indicazioni tuttora valide.

Circolare Agenzia delle Entrate n. 13E del 2 luglio 2018

Soggetti identificati ai fini IVA nel territorio dello Stato Italiano

La Circolare precisa che sono esclusi dall’obbligo di fattura elettronica i soggetti passivi non residenti identificati ai fini IVA in Italia, salvo che questi ultimi dispongano di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato.

Viene comunque garantita la possibilità di emettere una fattura elettronica nei confronti dei soggetti passivi non residenti identificati ai fini IVA in Italia purché sia loro assicurata la possibilità di ottenere copia cartacea della fattura su espressa richiesta.

Infine, la Circolare chiarisce che anche le operazioni territorialmente rilevanti in Italia svolte dai soggetti passivi non residenti (eventualmente identificati ai fini IVA in Italia) nei confronti di soggetti passivi residenti sono sottoposte ad obbligo di comunicazione transfrontaliera da effettuarsi da parte del soggetto residente.

Trasmissione delle fatture elettroniche al SdI

La Circolare ha chiarito che, in caso di scarto di una fattura da parte del SdI, la stessa deve essere nuovamente emessa, entro 5 giorni dalla notifica di scarto con la data ed il numero del documento originario.

Qualora l’emissione del documento con medesimo numero e data non sia possibile, ferma la necessità di procedere alla corretta liquidazione dell’imposta in ragione dell’operazione effettuata, si potrà procedere, alternativamente, mediante emissione di una fattura:

  • con un nuovo numero e una nuova data, dalla quale risulti un collegamento alla fattura precedentemente scartata;
  • con un nuovo numero e una nuova data, ma adottando una specifica numerazione, eventualmente tramite utilizzo di un apposito registro sezionale.

Fatturazione elettronica e appalti

La Legge di Bilancio 2018 ha previsto l’introduzione anticipata dell’obbligo di fatturazione elettronica all’1 luglio 2018 anche per i soggetti subappaltatori e subcontraenti nell’ambito di un contratto con la pubblica amministrazione.

In particolare, si tratta delle prestazioni rese nei confronti della stazione appaltante pubblica ovvero da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato con un’amministrazione pubblica.

A tal proposito, la Circolare n. 13/E ha chiarito che l’obbligo della fatturazione elettronica:

  • trova applicazione solo nei confronti di subappaltatori e subcontraenti per i quali l’appaltatore ha fornito, alla stazione appaltante, le comunicazioni previste dal codice dei contratti pubblici e contratti di concessione;
  • opera solo nei confronti di coloro che sono titolari di contratti di subappalto propriamente detto (i.e. eseguono direttamente una parte dello stesso) o rivestono la qualifica di subcontraente (i.e. coloro che per vincolo contrattuale eseguono un’attività nei confronti dell’appaltatore);
  • non opera rispetto ai rapporti in cui, a monte della filiera contrattuale, vi è un soggetto diverso dalla pubblica amministrazione;
  • non opera nei rapporti in cui il fornitore non è a conoscenza dell’utilizzo del bene o servizio effettuato dall’appaltatore;
  • in caso di consorzio, non si estende ai rapporti consorzio-consorziate, salvo il caso in cui il consorzio abbia il rapporto diretto con la pubblica amministrazione. In quest’ultimo caso, a parere di chi scrive, l’estensione sembra dubbia.

Registrazione e conservazione delle fatture elettroniche

Con riferimento all’integrazione delle fatture recanti operazioni soggette ad inversione contabile (c.d. reverse charge), la Circolare specifica che, vista la natura della fattura elettronica, di per sé immodificabile e quindi non integrabile, la numerazione della fattura o qualsiasi altra integrazione della stessa possano essere effettuate predisponendo un documento separato da allegare alla fattura passiva contenente i dati necessari per l’integrazione sia per gli estremi della stessa e, successivamente, entrambi i documenti dovrebbero essere sottoposti al processo di conservazione, apponendo firma digitale e marca temporale.

La Circolare ribadisce inoltre che chi emette/riceve fatture elettroniche, può conservarle tanto in Italia quanto all’estero, in Stati con i quali esiste uno strumento giuridico che disciplina la reciproca assistenza.

Infine, viene evidenziato che il servizio di conservazione messo gratuitamente a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, riguarda sia le fatture elettroniche emesse a soggetti privati, che quelle indirizzate alla pubblica amministrazione transitate tramite SdI.

Occorre far presente che ad oggi ancora numerosi sono i dubbi espressi sia dalle associazioni di categoria, così come dai singoli contribuenti, e la dottrina si sta adoperando per fornire possibili soluzioni ai problemi operativi che ancora si presentano. Si ritiene, quindi, che saranno a breve fornite ulteriori indicazioni dall’Agenzia delle Entrate di cui non mancheremo di dare notizia.

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