INVIO TELEMATICO DEI CORRISPETTIVI

Ad oggi, i commercianti al minuto certificano i corrispettivi mediante rilascio della ricevuta fiscale ovvero dello scontrino fiscale, ex articolo 1 D.P.R. 696/1996.

Per effetto di quanto stabilito dal D.L. 119/2018, a partire dal 1° luglio 2019, alcune categorie di contribuenti (soggetti che effettuano le operazioni di cui all’art. 22 D.P.R. 633/72, cioè esercenti commercio al minuto ed attività assimilate) dovranno memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri.

La decorrenza di tale nuovo obbligo è differenziata a seconda dell’ammontare del volume d’affari realizzato. Infatti, l’obbligo sussiste rispettivamente:

  • dal 1° luglio 2019, per i soggetti con un volume d’affari superiore ad Euro 400.000;
  • dal 1° gennaio 2020, per tutti i soggetti a prescindere dall’ammontare del volume d’affari.

Con riferimento alla prima ipotesi, si fa presente che è necessario verificare il volume d’affari al 31.12.2018, emergente dal modello Iva 2019.

Dal punto di vista soggettivo, l’articolo 17 D.L. 119/2018 rinvia ad un Decreto ministeriale (del quale siamo ancora in attesa) l’individuazione delle ipotesi di esonero da questo adempimento, sulla base, ad esempio, della tipologia di attività svolta dai soggetti passivi.

Dal punto di vista procedurale, la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica potrà essere effettuata mediante registratori di cassa telematici (in base a quanto previsto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 28.10.2016), ovvero utilizzando altri strumenti che garantiscano la sicurezza e la inalterabilità dei dati, che saranno regolamentati da appositi provvedimenti.

L’adempimento di tale obbligo presuppone, infatti, la dotazione, in capo agli esercenti attività al dettaglio:

  • dei c.d. “registratori telematici”, già sottoposti a specifica regolamentazione con il Provvedimento dell’Agenzia delle entrate n. 182017 del 28.10.2016;
  • o di nuovi strumenti, individuati successivamente dall’Agenzia delle Entrate, come ad esempio un portale web dedicato.

Così come previsto per la fattura elettronica, si deve procedere all’invio telematico dei corrispettivi in formato XML, nonché alla relativa conservazione sostitutiva del medesimo file XML trasmesso.

In caso di scarto del file XML dei corrispettivi elettronici, l’esercente avrà 5 giorni per trasmettere nuovamente il file corretto al Sistema di Interscambio.

Al fine di favorire l’adattamento tecnologico, il D.L. 119/2018 prevede un contributo pari al 50% della spesa sostenuta per l’acquisto degli strumenti mediante i quali memorizzare e trasmettere telematicamente i corrispettivi, con un massimo, per ogni strumento, di Euro 250 per l’acquisto e di Euro 50 per l’adattamento degli strumenti già posseduti. Tale contributo sarà utilizzabile, sotto forma di credito di imposta, sul modello F24 con la prima liquidazione periodica IVA successiva al mese in cui è stata registrata la fattura relativa al costo sostenuto. Per usufruire dell’agevolazione è necessario che il pagamento relativo all’acquisto o all’adattamento dei registratori di cassa telematici sia effettuato con modalità tracciabile.

I soggetti titolari di partita IVA sono tenuti a presentare il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, utilizzando il codice tributo 6899 da esporre nella sezione Erario.

A partire dall’1.1.2020 l’obbligo di invio telematico dei corrispettivi è accompagnato dall’abrogazione della tenuta del registro dei corrispettivi. Tale novità comporta l’eliminazione della “semplificazione” ex articolo 2 D.P.R. 696/1996 che escludeva dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi alcune categoria di operazioni tra le quali, ad esempio, le cessioni di beni, anche nell’ambito di attività di e-commerce, poste in essere da soggetti che effettuano vendite per corrispondenza, limitatamente a dette cessioni.

Di conseguenza per i soggetti esercenti tali attività, dall’1.07.2019 o dall’1.01.2020, le modalità di certificazione dell’operazione, salvi i casi di esonerosaranno:

  1. l’emissione della fattura in formato elettronico;
  2. l’emissione dello scontrino fiscale, con trasmissione del dato in modalità telematica.

Tale conclusione comporta inevitabilmente un cambiamento dal punto di vista procedurale in capo a quei soggetti che, sino al 31.12.2019, certificano l’operazione con la sola annotazione nel registro dei corrispettivi delle operazioni.

Si precisa, comunque, che gli operatori del mondo dell’e-commerce e, in particolare, coloro che svolgono attività di commercio elettronico indiretto potrebbero essere tra gli esonerati dall’adempimento. Ad oggi, siamo ancora in attesa di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Sanzioni:

In caso di corretta certificazione dell’operazione (emissione dello scontrino fiscale), ma ritardata od omessa comunicazione, la sanzione amministrativa è stabilita da un minimo di € 250 ad un massimo di € 2.000.

In caso di mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscali o documenti di trasporto ovvero nell’emissione di tali documenti per importi inferiori a quelli reali, la sanzione è in ogni caso pari al cento per cento dell’imposta corrispondente all’importo non documentato.

 

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