Principali novità fiscali Legge di Bilancio 2018

Con la presente siamo a riepilogare le principali notizie fiscali contenute nella Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017).

  • Detrazione IRPEF figli a carico (Commi 252-253)

Elevato da 2.840,51 a 4.000 Euro il limite di reddito complessivo entro cui i figli sono considerati fiscalmente a carico, ma solo per i figli di età non superiore a 24 anni e a decorrere dal 2019.

  • Fatture elettroniche (Comma 909)

Il nuovo obbligo di fatturazione elettronica riguarda tutti i soggetti IVA e scatterà dal 1° gennaio 2019.

In particolare il comma 909 prevede che, per razionalizzare il procedimento di fatturazione e registrazione, siano emesse esclusivamente fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, e le relative variazioni, effettuate tra soggetti residenti, stabiliti e identificati nel territorio dello Stato. Sono esonerati da tali disposizioni solo i soggetti che operano in regime di vantaggio e coloro che applicano il regime forfettario.

In merito agli scambi con operatori non stabiliti nel territorio dello Stato, i soggetti passivi IVA trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazioni di servizi effettuate e ricevute, verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello stato, salvo quelle per le quali è emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse e ricevute fatture elettroniche, entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso o a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione.

L’emissione di fatture con modalità diverse da quelle elettronica sarà considerata non emessa e come tale sarà sanzionata.

  • Fattura elettronica per il carburante (Commi 920-923)

Il comma 920, modificando l’articolo 22 del DPR 633/72, ha previsto che dal 1° luglio 2018 gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione non sono soggetti all’obbligo di certificazione elettronica solo nei confronti di clienti che acquistano al di fuori dell’esercizio di impresa, arte e professione.

Inoltre, modificando l’articolo 164 TUIR è stato previsto che le spese per carburante per autotrazione sono deducibili se effettuate esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate.

Di conseguenza a far data dal 1° luglio 2018, ai fini della deduzione del costo e della detraibilità dell’IVA, le operazioni poste in essere da soggetti titolari di partita iva diventerebbero tutte soggette all’obbligo di fatturazione elettronica e di pagamento elettronico.

E’ atteso un apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate con il quale verranno stabiliti tempi e le modalità di applicazione.

  • Divieto contanti per gli stipendi (Comma 910-914)

Dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro/committenti devono corrispondere ai lavoratori la retribuzione, e ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi:

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

I datori di lavoro o committenti non possono corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato.

  • Differimento I.S.A (Commi 931)

Il comma 931 della Legge di bilancio 2018, prevede che la decorrenza degli indici sintetici di affidabilità (ISA), che andranno progressivamente a sostituire gli studi di settore, sia posticipata al 2018. 

  • Termine scadenze fiscali (Commi 932-934)

Previste nella Legge di bilancio 2018 proroghe dei termini per le scadenze fiscali.

In particolare, per evitare la sovrapposizione di adempimenti:

  • versamento saldo e primo acconto (un’unica soluzione o prima rata) derivanti dalla dichiarazione dei redditi e dalla dichiarazione IRAP entro il 30 giugno (per dichiarazione 2018 redditi 2017 scadenza 02 luglio 2018, in quanto il 30 giugno cade di sabato);
  • trasmissione spesometro relativo al secondo trimestre entro il 30 settembre;
  • trasmissione dichiarazioni dei redditi, Irap e 770 entro 31 ottobre;
  • trasmissione dichiarazione 730 tramite Caf o un intermediario abilitato entro il 23 luglio.
  • Sospensione deleghe di pagamento (Comma 990)

Al fine di contrastare il fenomeno delle indebite compensazioni, l’Agenzia delle entrate opera controlli preventivi sui modelli F24 che presentino compensazioni di crediti IVA per importi superiori a 5.000 Euro annui.

Nel caso in cui, dall’esito del controllo, il credito non risulti correttamente utilizzato, la delega di pagamento non è eseguita e i versamenti e le compensazioni si considerano non effettuati. 

  • Nuovo regime di tassazione delle plusvalenze e dividendi (Commi 999-1006)

La Legge di Bilancio 2018 ha uniformato il prelievo sui dividendi, non prevedendo più la differenziazione, dal punto di vista del prelievo, tra partecipazioni qualificate e non.

Le persone fisiche residenti in Italia che percepiscono dividendi al di fuori dell’esercizio dell’impresa sono assoggettate ad una ritenuta del 26%, sia che i dividendi si riferiscano a partecipazioni qualificate o non qualificate.

Le nuove regole di tassazione si applicano ai redditi di capitale percepiti a partire dal 1° gennaio 2018. Tuttavia, alle distribuzioni di utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31.12.2017, e deliberate dal 1° gennaio 2018 al 31.12.2022, continuano ad applicarsi le regole precedenti (ovvero concorrenza alla formazione del reddito complessivo del percipiente pari al 49,72% per i dividendi formatisi a decorrere dal 31.12.2007 al 31.12.2016 e pari al 58,14% per i dividendi formatisi nell’esercizio 2017).

Le nuove disposizioni della Legge di Bilancio 2018 prevedono, a partire dal 1° gennaio 2019, uniformità di trattamento anche per quanto riguarda le plusvalenze/minusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni. Anche in questo caso l’imposta secca del 26% si applica alle plusvalenze derivanti dalla cessione sia di partecipazioni qualificate sia di quelle non qualificate.

Schema di sintesi: Distribuzione dividendi
  Data delibera di distribuzione Utile formato sino al 31.12.2007 Utile formato sino al 31.12.2016 Utile formato sino al 31.12.2017 Utile formato dopo il 31.12.2017
Partecipazione qualificata 01.01.2018

31.12.2022

Irpef sul 40% del dividendo percepito Irpef sul 49,72% del dividendo percepito Irpef sul 58,14% del dividendo percepito Imposta sostitutiva al 26%
Partecipazione non qualificata Dal 01.01.2023 Imposta sostitutiva al 26% Imposta sostitutiva al 26% Imposta sostitutiva al 26% Imposta sostitutiva al 26%

 

Schema di sintesi: Plusvalenza da cessione quote
  Plusvalenza formata sino al 31.12.2018 Plusvalenza formata dopo il 31.12.2018
Partecipazione qualificata Irpef sul 58,14% del dividendo percepito Imposta sostitutiva al 26%
Partecipazione non qualificata Imposta sostitutiva al 26% Imposta sostitutiva al 26%

  • Web tax (Commi 1011-1016)

La Legge di Bilancio 2018 introduce la c.d. Web tax, l’imposta sulle transazioni digitali, relative a prestazioni di servizi (che saranno individuate da un decreto da emanare entro il 30.04.2018) effettuate tramite mezzi elettronici (via internet o rete elettronica) rese nei confronti di soggetti residenti nel territorio dello Stato, esclusi coloro che operano in regime di vantaggio e coloro che applicano il regime forfettario.

L’imposta sarà pari al 3% ed è applicata sul valore della singola transazione, ossia dal corrispettivo dovuto per la prestazione al netto dell’Iva, indipendentemente dal luogo di conclusione della transazione.

L’imposta si applica nei confronti del prestatore (residente o non residente) che effettua nel corso dell’anno solare un numero complessivo di transazioni superiore a 3.000 unità.

L’imposta viene prelevata all’atto del pagamento del corrispettivo dai soggetti committenti dei servizi, con obbligo di rivalsa sui prestatori (salvo che questi ultimi indichino nella fattura di non superare le 3.000 unità), e la riversano entro il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento del corrispettivo.

Un successivo decreto stabilirà le modalità applicative dell’imposta, gli obblighi dichiarativi e di versamento, e i casi di esonero. Tali disposizioni si applicheranno dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo (previsto, come indicato prima, per il 30.04.2018).

  • IRI al 2018 (Comma 1063)

Slittamento al 2018 dell’IRI, disposizione introdotta con la Legge di Bilancio 2017. Tale imposta prevede un’imposizione separata del reddito delle società di persone che non confluisce più nel reddito ai fini IRPEF dei soci ma viene tassato separatamente con aliquota Ires.

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