Scadenze 30 novembre 2018

Comunicazione liquidazioni periodiche iva

Ai sensi dell’art. 21-bis del D.L. 78/2010, entro il 30 novembre 2018, deve essere presentata la Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA effettuate nel terzo trimestre dell’anno 2018.

Relativamente alle modalità di presentazione è possibile fare riferimento alla nostra circolare n. 08 del 8 maggio 2017. Si ricorda, comunque, che è prevista esclusivamente la trasmissione in via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato.

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Versamento acconti d’imposta

Entro il giorno 30 novembre 2018 occorre procedere al versamento della seconda o unica rata:

  • dell’acconto IRPEF da parte delle persone fisiche;
  • dell’acconto IRES per le società ed enti equiparati con esercizio coincidente con l’anno solare;
  • dell’acconto IRAP;
  • dell’acconto cedolare secca;
  • dell’acconto riferito alle imposte patrimoniali su immobili e attività finanziarie all’estero (IVIE e IVAFE).

Entro lo stesso termine deve essere versata anche la seconda rata dei contributi previdenziali eccedenti il minimale dovuti da artigiani e commercianti.

I codici tributo da utilizzare sono i seguenti:

Tipologia di acconto Codice tributo
IRPEF – seconda rata o acconto in unica soluzione 4034
Cedolare secca – seconda rata o acconto in unica soluzione 1841
IRES – seconda rata o acconto in unica soluzione 2002
IRAP – seconda rata o acconto in unica soluzione 3813
Contributo IVS eccedenti il minimale Codice INPS fornito dall’Istituto
IVIE – seconda rata o acconto in unica soluzione 4045
IVAFE – seconda rata o acconto in unica soluzione 4048

Il versamento deve essere eseguito a mezzo modello F24 (con le consuete modalità telematiche previste anche per i non titolari di partita Iva), anno di riferimento 2018.

Si ricorda che l’acconto non è rateizzabile.

La determinazione dell’importo della seconda rata potrà avvenire applicando il metodo previsionale piuttosto che il metodo storico: il primo prevede la determinazione dell’acconto sulla base del risultato che si presume di dichiarare con riferimento al periodo d’imposta 2018; il metodo storico prevede, invece, la determinazione dell’acconto sulla base del risultato dichiarato per il periodo d’imposta 2017.

Si ricorda che, qualora la stima effettuata dovesse rivelarsi inferiore all’imposta effettivamente dovuta, si renderà applicabile la sanzione per insufficiente versamento dell’acconto oltre agli interessi moratori al tasso legale.

Compensazioni

E’ possibile compensare l’importo dovuto con eventuali crediti di imposte o contributi di cui il contribuente abbia la disponibilità.

Le compensazioni orizzontali dovranno essere esposte nel modello di pagamento F24.

Il limite massimo di crediti d’imposta e contributi compensabili in modo “orizzontale” è pari, per ciascun anno solare, ad Euro 700.000,00.

Si ricorda che per le compensazioni orizzontali di crediti tributari superiori ad € 5.000 è necessaria l’apposizione del visto di conformità sulla rispettiva dichiarazione fiscale.

Divieto di compensazione

E’ vietato l’utilizzo in compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali se sono presenti debiti iscritti a ruolo.  La compensazione è vietata fino a concorrenza dell’importo dei debiti e per un ammontare superiore ad Euro 1.500 compreso i relativi accessori. In caso di inosservanza del divieto è prevista una sanzione del 50% dei debiti iscritti a ruolo e per i quali è scaduto il termine di pagamento fino a concorrenza dell’ammontare indebitamente compensato.

E’ opportuno specificare che detto divieto non opera:

  • nel caso in cui sia intervenuta la sospensione della riscossione,
  • nel caso in cui la somma iscritta a ruolo venga rateizzata.

 

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